DISPOSITIVI MEDICI

Sono dispositivi medici i prodotti, le apparecchiature e le strumentazioni che rientrano nella definizione di dispositivo medico contenuta negli articoli 1, comma 2, dei tre decreti legislativi di settore (decreti legislativi n. 507/92 n. 46/97 n. 332/00), e che sono dichiarati conformi, con dichiarazione/certificazione di conformità, in base a dette normative ed ai loro allegati e, perciò, vengono marcati CE dal fabbricante in base alle direttive europee di settore, non esiste un elenco dei dispositivi medici detraibili che si possa consultare.

L’attivazione della clausola è subordinata al pagamento della somma di euro 100,00 da versarsi contestualmente alla sottoscrizione della commissione ed alla verifica che il prodotto sia stato utilizzato correttamente e si trovi in normali condizioni di uso. Tutti gli altri diritti previsti dalla normativa dlgs 206/2005 resteranno inalterati.

SODDISFATTI O RIMBORSATI


Cosa deve fare il contribuente per ottenere la detrazione?


Se il prodotto acquistato è incluso nell’elenco dei dispositivi medici fornito dal Ministero della Salute, riportato nella circolare n. 20/E del 13 maggio 2011, non è necessario che il contribuente si faccia carico di verificare che il prodotto rientri nella definizione dei dispositivi medici detraibili.


CONSIGLI MEDICI



Ogni giorno, nella mia pratica ambulatoriale, riconfermo, con precisione assoluta, questa tesi. Cervicalgie con vertigini, dorsalgie, lombalgie, bromialgie: quasi sempre il loro comune denominatore è la tensione emozionale, lo stress lavorativo, l’intolleranza alle posture lavorative, la confittualità tra colleghi o comunque l’insoddisfazione nell’ambito lavorativo.
Ciò comporta che il sintomo principale, cioè il dolore, è sostenuto soprattutto da una causa comune: LA CONTRATTURA MIOFASCIALE. I fattori emozionali vanno ad agire proprio lì: sui muscoli e sulle facse connettivo-fibrose interposte. Ecco allora il dolore, la limitazione funzionale, la scarsa resistenza allo sforzo, la disabilità motoria per le attività quotidiane che si traduce spesso in sindrome depressiva; quest’ultima va ad aggravare ed a chiudere il circolo contrattura – dolore.
Questo meccanismo è comune ad almeno il 50 % della popolazione mondiale, soprattutto nei paesi più industrializzati. Quando si dice: mal comune…mezzo guadio. Non solo sulle cause di lombalgia Nachemson ha sfatato alcuni miti, ma anche sulla terapia. Sia nella Lombalgia acuta che in quella cronica i due fattori di cui è stata dimostrata l’utilità, in studi randomizzati, sono: il movimento (proseguire l’attività quotidiana leggere o blandi esercizi di mobilizzazione attività), il trattamento manuale (i vari tipi di tecniche vanno ovviamente dosati e indicati in base alla fase di malattia). Il secondo (trattamento manuale) si avvale di tecniche molto diverse tra loro: massoterapia semplice, osteopatia, manipolazione della fascia, chiropratica,ecc.Il secondo (trattamento manuale) si avvale di tecniche molto diverse tra loro: massoterapia semplice, osteopatia, manipolazione della fascia, chiropratica,ecc.
Sta allo specialista prescrivere la metodica giusta, ma anche indicare il terapeuta giusto per quel tipo di paziente, in quella specifica fase clinica; tenendo conto delle caratteristiche psicologiche e di personalità del paziente stresso. In questo contesto terapeutico, e di prevenzione, si inserisce uno degli strumenti di uso “domiciliare” più utili e piacevoli da utilizzare.